Tommaso Cuccioni

(1790 circa – 1864 circa)

Originariamente l’attività del Cuccioni, a partire dal 1830, è quella di editore e venditore di incisioni nel negozio di via della Croce 88 e, più tardi, in quello di via Condotti 18, come attestano le iscrizioni riportate in numerose incisioni conservate al Gabinetto Comunale delle Stampe di Roma. I soggetti rappresentati sono per lo più vedute romane destinate a soddisfare la richiesta dei viaggiatori e dei turisti di riportare in patria un ricordo della città eterna. Dopo il 1852, agli esordi della fotografia a Roma, il Cuccioni, intuite le potenzialità innovative della nuova tecnica nel campo della riproduzione delle immagini, si dedica all’esecuzione e alla vendita di fotografie, specializzandosi in vedute della città e riproduzioni di opere d’arte ottenendo grande successo, agevolato dalla posizione del suo negozio situato nelle vicinanze di piazza di Spagna. Spesso queste vedute sono formate dall’unione di più negativi fino a creare opere di notevole grandezza, come la veduta di piazza San Pietro o quella del Foro Romano conservate all’ Archivio Fotografico Comunale. Nel 1859 partecipa all’ Exposition de la Société Française de Photographie e in seguito all’ Esposizione Universale di Londra del 1862 con 14 grandi fotografie che rappresentano gli affreschi di Annibale Carracci a palazzo Farnese e vedute di Roma. Alla sua morte l’attività dello stabilimento Cuccioni viene continuata dalla vedova Isabella Bonafede che si avvale dell’operato di fotografi come Romualdo Moscioni, Giuseppe Ninci e Augusto Fabbri. Le sedi successive del negozio sono in Piazza di Spagna 43-44 e, dal 1876, in via del Babuino.

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